Thermofin

rasante

Il rasante per isolare termicamente la casa, efficace, economico e veloce da applicare.

Il Thermofin è una pasta rasante premiscelata applicabile sia all’interno che all’esterno dei muri perimetrali, concepita come strato intermedio tra la malta da intonaco e la finitura superficiale decorativa.

Il prodotto grazie alle sue caratteristiche di lavorabilità ed aderenza si applica facilmente senza difetti superficiali e/o prestazionali ed è compatibile con tutti i normali supporti e con le più comuni tipologie di finiture.

Le proprietà termiche possono essere riassunte dal raggiungimento di un coefficiente di conducibilità termica di circa 0,03 W/m°K, valore tra i più bassi tra i materiali isolanti tradizionali attualmente utilizzati in edilizia.

È possibile modulare gli spessori arrivando fino a 50 mm al fine di ottenere diversi gradi di isolamento termico.

La composizione del Thermofin, a base acquosa, è costituita di materie prime assolutamente non pericolose e non tossiche. Il prodotto pesa l’83% in meno degli intonaci tradizionali garantento una resistenza meccanica elevata e una resistenza a fenomeni di fessurazione nel tempo.

Possiede doti di traspirabilità al vapore (classe II) e un’elevata resistenza all’assorbimento d’acqua allo stato liquido (classe I).

Sistema tradizionale 

Incollaggio prefabbricati

Alti spessori

Molti strati di materiali diversi

Difficoltà di adattamento a superfici strutturate

Difficoltà nel ripristino Possibilità di distacco pannelli

Rischio di impregnazioni in caso di lesioni

Thermofin 

Facile applicazione, diretta, in loco

Spessori ridotti

Riduzione degli strati

Adattabile ad ogni geometria strutturale

Facilità nell’eseguire ripristini

Struttura maggiormente monolitica

Maggiore equilibrio tra permeabilità al vapore e assorbimento dell’acqua

Thermofin

rasante

Vantaggi 

Con 2 – 6 mm di prodotto ottieni un grande risparmio energetico

  •  Ottimo isolamento termico
  •  Risparmio energetico
  •  Aumento del comfort abitativo
  •  Componenti non tossici e non pericolosi
  • Applicazione veloce ed economica
  •  Traspirante al vapore e idrorepellente
  • Isolamento acustico efficace
  •  Spessori ridotti
  •  Prodotto leggero
  •  Modularità degli spessori
  •  Aumenta la temperatura superficiale delle pareti

Dati 

Metodo di applicazione Diluizione
Resa teorica
Numero mani

Colore
Confezioni
Peso specifico
Permeabilità al vapore Resist. assorb.acqua liquida Coeff. conducibilità termica λ

manara/frattazzo
pronto all’uso
1m2/L per 1 mm di spessore
in funzione del grado di isolamento bianco
14 litri

+ 0.5_0,02g/ml

Sd = 1,1 m
W24 = 0.25Kg/m2 h0.5 0,03 W/m°K

THERMOFIN rasante
L’efficienza energetica è diventata un obiettivo basilare per la sostenibilità ambientale dei nostri territori. Le sfide della Politica Energetica comunitaria si concentrano sempre più sull’efficienza, le fonti rinnovabili, la minore dipendenza energetica e sulla maggiore sicurezza degli approvvigionamenti. Uno degli obiettivi primari, in tale contesto, è sicuramente rappresentato dalle prestazione termiche degli edifici, volte a garantire un ridotto consumo energetico, durante tutto il corso dell’anno. E’ stimato infatti che i consumi energetici del settore Civile crescono del 2% l’anno. Questo fenomeno è dovuto alla crescita dei consumi elettrici e di combustibile, sia per il condizionamento estivo che per quello invernale. Il legislatore nazionale si sta perciò accingendo ad introdurre limiti stringenti al consumo di energia, in relazione alla climatizzazione estiva ed invernale focalizzandosi, nella fase iniziale, sull’involucro edilizio. I principali carichi termici da compensare ai fini del condizionamento degli edifici sono essenzialmente le dispersioni di calore in clima invernale e gli apporti solari, in clima estivo. Questi possono aver luogo sia attraverso gli elementi vetrati dell’involucro, sia attraverso quelli opachi. Gli apporti che interessano gli elementi opachi dell’involucro, seppure inferiori a quelli relativi agli elementi vetrati in termini di carico termico riferito all’unità di superficie, possono avere un impatto rilevante sul comportamento complessivo dell’edificio in conseguenza dell’elevatissimo sviluppo superficiale delle murature e dei solai di copertura. Tali effetti incidono in maniera significativa sul “comfort termico” e non possono essere facilmente compensati dall’apparato di condizionamento, che interviene prevalentemente sulla temperatura dell’aria piuttosto che su quella dell’involucro edilizio. Fermo restando quanto prescritto dalla normativa vigente in materia di contenimento dei consumi energetici, nella progettazione delle nuove costruzioni dovranno essere rispettati i parametri di comfort per quanto riguarda la temperatura operante e le temperature superficiali interne delle pareti esterne, in relazione alle specifiche funzioni svolte all’interno di ciascun ambiente. Gli edifici debbono essere progettati e realizzati in modo che sia possibile stabilire e mantenere in ogni locale, sia nei mesi freddi che nei mesi caldi, temperature dell’aria e delle superfici interne compatibili con il benessere termico delle persone e con la buona conservazione delle cose e degli elementi costitutivi degli edifici medesimi. Dovrà, in ogni caso, essere privilegiata la ricerca di maggiore isolamento dell’involucro esterno a vantaggio di una riduzione dei costi di gestione degli impianti termici per la climatizzazione. Il comfort ambientale si identifica con il benessere psicofisico delle persone che vivono un ambiente ed è una sensazione che si raggiunge a seconda delle relazioni che si instaurano tra le variabili soggettive e le variabili ambientali. Le variabili soggettive sono relative all’attività che l’individuo svolge all’interno dell’ambiente, al tipo di vestiario ed al suo metabolismo. Le variabili ambientali, che dipendono dalle condizioni climatiche esterne ed interne all’edificio, sono la temperatura dell’aria, la velocità dell’aria, l’umidità relativa, e la temperatura media radiante. Quest’ultima si calcola come media delle temperature delle pareti interne all’ambiente, compresi soffitto e pavimento. La temperatura dell’aria desiderata è garantita dal riscaldamento/raffreddamento, mentre la temperatura media di irradiamento interno dipende dalle temperature degli elementi strutturali che ci circondano. A causa delle variabili soggettive è piuttosto difficile definire con precisione quali siano le condizioni ambientali corrispondenti al benessere abitativo. I molti studi condotti in tal senso hanno consentito di costruire dei modelli che definiscono dei campi di benessere igrotermico. In genere le condizioni igrotermiche sono più i confortevoli quando la somma della temperatura dell’aria e quella delle pareti è uguale alla temperatura media del corpo (37°C) e l’umidità dell’aria è compresa tra il 40 e il 70%. Ad esempio, trovandosi in un ambiente con superfici fredde, il corpo irradia più calore e si avverte una sensazione di freddo anche se la temperatura dell’aria sembra sufficientemente alta. Il freddo che si sente dipende anche dal materiale della parete. Una parete di pietra assorbe il calore irradiato più rapidamente rispetto ad una parete di legno, perché il legno oppone una resistenza maggiore alla conduzione del calore. Ad esempio all’interno di un edificio poco isolato, se abbiamo la temperatura dell’aria a 20° C, e la temperatura delle superfici media compresa tra i 14 e i 16 °C, non viene percepita una sensazione di comfort. Per sopperire a questa lacuna dovremo aumentare la temperatura dell’aria a 22-24°C, con notevole dispendio energetico e, per di più, senza ottenere un comfort ottimale. Viceversa in una casa ben isolata la temperatura delle pareti interne sarà di ca. 19- 20°C. Ecco che quindi che il comfort ottimale si ottiene con una temperatura ambiente di circa 19- 20°C. La questione del comfort igrotermico si pone soprattutto nel periodo invernale e in quello estivo, quando la temperatura esterna e quella desiderata all’interno sono molto differenti. Le temperature interne si possono mantenere facilmente nel campo del benessere termico, senza ricorrere al climatizzatore, se vengono ridotti gli apporti termici solari che determinano il surriscaldamento delle pareti in estate e riducendo le dispersioni termiche verso l’esterno mediante isolamento, in inverno. D’altra parte, è ben noto agli operatori del settore edile che un’elevata prestazione energetica degli edifici si ottiene ottimizzando innanzitutto l’involucro edilizio e che gli impianti poco possono fare per compensare le inefficienze e il discomfort termico indotti da un involucro inadeguato.

Da queste considerazioni la ricerca FINPLAST ha sviluppato THERMOFIN un prodotto in grado di isolare termicamente le murature dell’edificio, contenendo le dispersioni e quindi i consumi nei mesi invernali (trasmittanza termica media dell’involucro edilizio più bassa) e contemporaneamente in grado di riflettere la radiazione infrarossa nei mesi estivi limitando i carichi energetici dovuti all’utilizzo dell’impianto di raffrescamento (involucri opachi infrarosso-riflettenti ed alto-emissivi), con conseguente miglioramento del comfort abitativo e del risparmio energetico. Il prodotto consente di raggiungere un alto isolamento termico in uno spessore di pochi millimetri, diversamente da altri sistemi isolanti in cui le prestazioni energetiche vengono raggiunte solo con sistemi complessi e spessori elevati. Attualmente in edilizia, infatti, lo spessore di qualche centimetro di un materiale isolante solido, viene aumentato in fase di applicazione dallo strato dei collanti, dai sostegni strutturali necessari e dalle rifiniture. Tutto questo comporta un effettivo incremento dello spazio, che è di conseguenza sottratto alla cubatura dei locali. Inoltre non è da sottovalutare la scarsa resistenza meccanica offerta, in certi casi, dai cosiddetti sistemi “a cappotto”. La realizzazione di una nuova categoria di prodotti vernicianti isolanti, di facile stesura in bassi spessori, si traduce in un risparmio di tempo, di costi di applicazione e manutenzione, in un incremento di produttività degli operatori, oltre che di efficienza e sicurezza degli edifici e degli impianti.

Il prodotto, una pasta rasante premiscelata da applicare sia in esterno che in interno, è stato concepito come strato intermedio tra la malta da intonaco e la finitura superficiale decorativa. Il prodotto, grazie alle sue caratteristiche di lavorabilità ed aderenza, si applica facilmente tramite spatola americana e “frattazzo”, previo trattamento del supporto con il primer dedicato. La resa calcolata è di circa 1L/m2, per ogni mm di spessore applicato. Il prodotto è compatibile con tutti i normali supporti e con le più comuni tipologie di finiture. La finitura ottimale è rappresentata da un prodotto a base di resine siliconiche, in grado di avere una maggiore affinità verso i componenti silicei che compongono l’intermedio. E’ possibile modulare gli spessori, anche di qualche mm., al fine di ottenere diversi gradi di resistenza termica. La formulazione studiata, consente di ottenere un prodotto che, in fase applicativa, raggiunge un impaccamento dei costituenti senza interruzioni di continuità, determinando le proprietà termiche del prodotto stesso. La stessa formula consente un’applicazione del prodotto senza difetti superficiali e/o prestazionali, garantendo una compatibilità con i più tipici supporti murali. Le proprietà termiche possono essere riassunte dal raggiungimento di un coefficiente di conducibilità termica di circa 0,03 W/m°K, valore tra i più bassi se confrontato con i tradizionali materiali isolanti attualmente impiegati in edilizia, che si traduce nella possibilità di raggiungere alti valori di resistenza termica anche con pochi mm. di spessore.

Tabella: valori di resistenza (R) e di trasmittanza (U) termica calcolati, in funzione dello spessore applicato.

La composizione del materiale, a base acquosa, è costituita di materie prime assolutamente non pericolose e non tossiche. Il prodotto pesa l’83% in meno degli intonaci tradizionali, garantendo una resistenza meccanica elevata e una resistenza a fenomeni di fessurazione nel tempo.
THERMOFIN possiede doti di traspirabilità al vapore ed è classificato come medio (classe II) secondo norma UNI EN ISO 7783-2. Valore di Sd = 1,1 m.

Inoltre presenta un’elevata resistenza all’assorbimento d’acqua liquida, in classe I (alta) secondo norma EN 1062-3. Valore di W24 = 0.25 Kg/m2 h0.5.

Questi due parametri sono gli indicatori principali di come il rivestimento di una muratura giuochi un ruolo importante nel regolare gli scambi di vapore tra il substrato e l’atmosfera esterna, e determini le condizioni in cui possono verificarsi fenomeni di condensa. Due cause consentono il verificarsi di fenomeni di condensa sulle pareti degli edifici, ovvero il raggiungimento di elevati valori di umidità relativa dell’aria interna che creano, in prossimità dei muri, il verificarsi delle condizioni di rugiada; oppure il crearsi, all’interno della parete, delle condizioni di temperatura e pressioni tali da raggiungere le condizioni di rugiada. Questi fenomeni di condensazione comportano danni che possono compromettere sia la vivibilità degli ambienti da esse delimitati sia le caratteristiche prestazionali delle stesse. In particolare il fenomeno della condensa provoca la riduzione del grado di isolamento della parete a causa della stessa umidità in essa contenuta, la crescita di muffe ed alghe e l’instaurarsi del fenomeno delle efflorescenze saline.

Le caratteristiche prestazionali di THERMOFIN, consentono di disporre di una valida alternativa ai sistemi d’isolamento tradizionali, soprattutto in edifici di nuova concezione il cui involucro viene progettato con soluzioni tecnologiche innovative dal punto di vista del risparmio energetico, ma anche in quei casi di edilizia storica vincolata dove le soluzioni di isolamento termico “a cappotto” sono proibite. Infine potrebbero offrire una valida soluzione anche a quegli edifici di edilizia esistente dove, per il raggiungimento di un grado d’isolamento che soddisfi i criteri di legge, non sia necessario ricorrere a soluzioni che prevedono l’adozione di diversi centimetri di lastre isolanti.

Vantaggi del THERMOFIN

  • spessori ridotti
  • facile applicazione diretta in loco
  • compatibilità con tutti i supporti sia nuovi che esistenti, purchè coesi
  • sovraverniciabile con i più comuni prodotti di finitura
  • alternativa ai sistemi tradizionali di isolamento
  • adatto per l’applicazione su edifici di nuova concezione con soluzioni tecnologiche
    innovative di risparmio energetico,
  • adatto all’isolamento di palazzi storici in cui sono vietate le soluzioni di isolamento termico
    ad intercapedine esterna.
  • valida soluzione per raggiungere un grado di isolamento che soddisfi i criteri della legge
    nell’edificio esistente
  • Isolamento termico: la bassa conducibilità termica di 0,033 W/mK° rende le pareti
    termicamente efficienti. Risparmio energetico in quanto consente di ridurre la conduzione termica da e verso l’esterno, determinando un aumento del comfort abitativo grazie ad un ridotto utilizzo degli impianti di condizionamento e riscaldamento. Risparmio di energia; risparmio di soldi
  • riduce gli apporti solari estivi grazie alle sue proprietà infrarosso-riflessive e al suo valore di emissività con conseguente riduzione della temperatura superficiale della parete e ridotto utilizzo degli impianti di condizionamento nei mesi estivi. Risparmio di energia; risparmio di soldi
  • lunga durata e buona resistenza meccanica.
  • componenti non pericolosi e non tossici
  • prodotto leggero. Peso specifico = 0,5 g / cm3; pesa l’83% in meno di intonaci tradizionali
  • modularità degli spessori: può essere applicato a diversi livelli di spessore da 1mm fino a
    5cm (senza fenomeni di cracking)
  • traspirante al vapore ed idrorepellente
  • aumenta la temperatura superficiale delle pareti interne, impedendo la condensazione
    del vapore e quindi lo sviluppo di muffe e la formazione di efflorescenze saline.
  • Isolamento acustico: Riduce il rumore e la trasmissione del suono attraverso i muri
Prodotto tradizionale THERMOFIN
Incollaggio di prefabbricati Facile applicazione diretta in loco
Alti spessori Spessori ridotti
Alto numero di strati di materiali diversi Riduzione degli strati
Difficoltà di adattamento a superfici strutturate Adattabilità ad ogni geometria strutturale
Difficoltà di interventi di ripristino Facilità di eseguire ripristini
Possibilità di distacco dei pannelli incollati Struttura maggiormente monolitica
Rischio di impregnazioni in caso di lesioni superficiali